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Il 1 gennaio 2018 l'American Joint Committee sul Cancro (AJCC) ha pubblicato la Nuova stadiazione del melanoma

che fornisce stime prognostiche migliori rispetto alla precedente.

 

La stadiazione di un tumore si riferisce alla quantità e alla distribuzione della malattia nel corpo e correla con la prognosi, cioè con la probabilità di sopravvivenza del paziente. Si divide in 4 stadi, indicati con numeri romani: i primi due (I e II) si riferiscono alla diffusione del tumore (T) là dove insorge, il III riguarda la diffusione ai linfonodi (N), il IV la diffusione delle metastasi (M). Nel melanoma cutaneo è importante distinguere gli STADI dai LIVELLI di Clark che riguardano l’approfondimento del melanoma negli strati dell’epidermide (un IV livello di Clark indica che un melanoma (T) ha raggiunto l’ipoderma, non che ha dato metastasi). L’impiego della tecnica del linfonodo sentinella (LNS), il linfonodo che drena l’area di cute su cui è insorto il melanoma, ha permesso di definirne lo stadio del melanoma con maggiore accuratezza rispetto a quanto era stato definito nella stadiazione del 2001 che raccoglieva casi degli anni in cui il LNS non veniva analizzato in tutti i pazienti con melanoma di spessore > 1 mm. La nuova stadiazione, pubblicata nell’ottobre 2017, si basa su 46.000 pazienti provenienti da 10 centri da tutto il mondo con melanoma in stadio I, II e III diagnosticati dal 1998. L’AJCC Melanoma Expert Panel ha introdotto diverse importanti modifiche ai criteri di classificazione. I cambiamenti chiave nell’ottava edizione del Manuale di stadiazione del cancro AJCC includono:
1) le misurazioni dello spessore del tumore da registrare con una precisione di 0,1 mm e non 0,01 mm;
2) le definizioni di T1a e T1b sono riviste (T1a, <0,8 mm senza ulcerazione, T1b, 0,8-1,0 mm con o senza ulcerazione o <0,8 mm con ulcerazione). Il numero di mitosi non viene più considerato come criterio di classificazione;
3) lo stadio IA patologico (ma non clinico) è stato rivisto per includere T1b N0 M0 (precedentemente stadio patologico IB);
4) l’invasione metastatica dei linfonodi regionali non è più descritta come N “microscopici” e “macroscopici” ma come “clinicamente occulto” e “clinicamente apparente”;
5) i gruppi prognostici di stadio III si basano sui criteri di N e sui criteri di T (cioè, spessore del tumore primario e ulcerazione) e sono aumentati da 3 a 4 sottogruppi (stadio IIIA-IIID) Lo stadio IIID raggruppa pazienti con melanoma in stadio T4b (spessore >4 mm e ulcerato) e più di 4 linfonodi regionali metastatici (N3a o N3b) oppure 2 linfonodi regionali metastatici ed evidenza di micro metastasi (noduli di cellule tumorali identificate al microscopio nel tessuto di allargamento intorno alla cicatrice dove sé stato asportato il melanoma) o metastasi satelliti visibili a occhio nudo o metastasi in transit (N3c) presenti nell’area di cute compresa tra il melanoma e il bacino linfonodale di pertinenza.
6) nella definizioni delle sottocategorie N sono incluse la presenza di microsatelliti, satelliti o metastasi in transito ora classificate come N1c, N2c o N3c in base al numero di linfonodi regionali tumorali, se presenti;
7) a ciascuna designazione della sottocategoria M1 si aggiunge il livello della lattato deidrogenasi (LDH) (l’elevazione LDH non designa di per sé l’appartenenza alla sottocategoria M1c);
8) viene aggiunta una nuova designazione M1d per le metastasi del sistema nervoso centrale.

Questa revisione, entrata in uso dal 1 gennaio 2018, fornisce stime prognostiche migliori rispetto alla precedente, guida le scelte di trattamento del paziente e permetterà una più accurata stratificazione dei pazienti che entrano negli studi clinici.
I dati per conoscere la stadiazione sono riportati sull’esame istologico.

 

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